Intermediario rifiutiChi è e cosa fa?

Il produttore che si affida ad un intermediario, decide di delegare un professionista, in grado di far si che il produttore possa beneficiare della gestione migliore possibile. L’intermediario resta estraneo alle attività di gestione del rifiuto, offre la propria consulenza indicando i soggetti con cui è preferibile lavorare (trasportatore, destinatario), ciò lo esime da responsabilità della gestione con dovere di controllo sulle fasi svolte dagli altri attori della gestione del rifiuto, ma risponde pienamente di eventuali responsabilità penali in qualità di intermediario, escludendo posizioni di garanzia.

L’intermediario rifiuti non è definito dal Codice Ambientale (D.Lgs 152/06), pur essendo una figura citata.

La dottrina però definisce l’intermediario rifiuti come una figura di raccordo volto a garantire che il produttore trovi una collocazione del rifiuto nel migliore dei modi tra i soggetti principali coinvolti nella gestione del rifiuto:

  • Produttore/Detentore
  • Trasportatore
  • Destinatario finale

L’intermediario se necessario può fornire anche servizi di consulenza, ma la sua caratteristica principale è l’assenza di contatto materiale con i rifiuti, pertanto non ha detenzione del rifiuto.

Cosa non fa l’intermediario rifiuti

L’intermediario rifiuti non gestisce i rifiuti, poiché la gestione è definita quale, “la raccolta, il trasporto e lo smaltimento dei rifiuti, compreso il controllo di queste operazioni, nonché il controllo delle discariche dopo la chiusura”.

L’intermediazione non prevede la raccolta di rifiuti, che viene definita “operazione di prelievo, di cernita o di raggruppamento dei rifiuti per il loro trasporto”, e non si occupa del trasporto o recupero/smaltimento, in quanto è assente un qualsiasi contatto materiale con il carico.

Responsabilità giuridiche

L’intermediario senza detenzione è obbligato ad iscriversi all’Albo nazionale gestori ambientali (ex art. 212, comma 5 del D.Lgs 152/06), al fine di definire un elenco degli operatori che operano nel settore, e permettere eventuali controlli.

Sui formulari di identificazione del rifiuto, si è soliti vedere l’indicazione del nominativo dell’impresa intermediaria, nelle annotazioni del formulario stesso, tuttavia ciò non è reso obbligo nella legislazione di riferimento: D.M. n. 145/1998 (modello approvato di formulario), Circolare Gab/Dec/812/98, art. 193 del D.Lgs 152/06. L’art. 193 del D.Lgs. 152/06 non prevede neppure l’intermediario quale soggetto destinatario delle copie dei formulari, che non è partecipe della sua redazione; l’art 258 del D. Lgs. 152/06, non prevede violazioni per l’errata o incompleta compilazione del formulario, a carico dell’intermediario.

Tuttavia, come vale per i produttori, i trasportatori e i destinatari finali del rifiuto, vale anche per l’intermediario, il principio per cui affidare i rifiuti a terzi, per le operazioni successive, obbliga il considerare la loro affidabilità, le loro autorizzazioni, e le loro competenze. Pertanto in caso di omissioni di tali controlli, anche da parte dell’intermediario, si realizza una condizione della catena causale, senza la quale l’evento non si sarebbe verificato.